
Le attività del circolo riprenderanno a Gennaio
dopo le feste.
AUGURI A TUTTI!
Qui sotto il messaggio inviato dopo l'esito del voto
Care democratiche, cari democratici, come saprete oggi c’è stato il voto sulla nostra mozione di sfiducia al governo Berlusconi. Il governo ha ottenuto 314 voti. 311 i voti a favore della sfiducia, 2 gli astenuti. Abbiamo ottenuto il massimo in questo momento. E' un governo clinicamente morto che non può governare e credo che lo sappiano anche loro. Non hanno governato con 100 voti di scarto, non penso riescano a farlo con tre. Il Pd oggi ha fatto il suo dovere, con 206 deputati presenti e 206 voti favorevoli alla mozione di sfiducia al governo (qui trovate gli interventi dei nostri parlamentari). Si è visto che in una maggioranza che si restringe e in un'opposizione che si allarga la centralità del Pd viene rafforzata. Abbiamo avuto un atteggiamento compatto, univoco e serio, e lo terremo nelle prossime settimane. Il Pd non si divide perché noi discutiamo all'aperto, ma nei momenti seri siamo uniti. Loro invece hanno dato una pessima prova, il Paese è disgustato. C'è una palese impossibilità a governare e dare risposte al Paese in un momento di gravissima tensione e di delicata situazione economica. Evidentemente si è verificata una vicenda totalmente scandalosa di compravendita di voti, che consegna al Paese un governo più debole e un'opposizione più ampia.Nel mio intervento alla Camera ho ribadito che oggi moderato è chi mantiene la famiglia con 1000 € e non chi porta i capitali all'estero o difende chi infrange le quote latte.
Quando saremo al governo porremo rimedio ai danni prodotti da questo governo: evasione, poca crescita, aumento della spesa corrente, meno lavoro, meno attività per le nostre imprese. Non abbiamo paura delle elezioni perché dopo sedici anni questo paese non ne può più, ma certamente è il momento della responsabilità e di un governo di transizione.Cerchiamo assieme una strada nuova, perché fuori da qui c'è un Paese che vuole cambiare, che è stanco e vuole cambiare.PS: vorrei ringraziare i tanti tra voi che hanno partecipato alla manifestazione di sabato scorso a Roma, a piazza San Giovanni. Su partitodemocratico.it potete leggere il testo del mio discorso.

Leggete l’articolo che segue qui sotto,
cambiate alcune denominazioni ad esempio l’aeroporto di Venezia con quello di Orio al Serio e troverete che potrebbe essere benissimo il nostro territorio.
Una occasione per riflettere su come la nostra area sia stata usata.
Alluvioni nel Veneto
Zaia smentito dai geologi
Giovedì sera alTg3 il presidente del Veneto, Luca Zaia, è stato tranciante:
la disastrosa alluvione è frutto di “calamità naturali”. Ma la Società italiana di sociologia ambientale lo smentisce in modo categorico.
In una nota i geologi, dopo aver descritto i disastri verificatesi dal Lombardo-Veneto alla Calabria, dicono fra l’altro:”Dal punto di vista scientifico, i fenomeni naturali sopradescritti rientrano nella normalità. E’ normale che in autunno si registrino piogge di tali intensità e durata”. Non è invece per niente normale che un territorio geologicamente “giovane” come il nostro sia diventato “strutturalmente fragile” perché si costruisce in zone”pericolose” e poco o nulla si investe per difenderlo.
Di recente l’Istat ha collocato il Veneto fra le regioni italiane con la massima concentrazione edilizia, case e capannoni, tanti capannoni da far esclamare nel 2003 all’allora presidente Renzo Galan “Basta capannoni!” Un grido senza alcun seguito pratico. Sempre l’Istat definiva la pedemontana veneto-lombarda – in termini meno tecnici, la un tempo splendida collina di Piovene e di Parise – una delle zone più cementificate e asfaltate d’Italia: Basta scendere in aereo su Venezia: il continuum edilizio è agghiacciante senza uno spicchio di verde in mezzo, per centinaia di chilometri da Venezia-Mestre-Padova, ormai saldate, alla Lombardia. Ed è, per lo più, edilizia “legale”, eretta in base a piani urbanistici sforacchiati da continue varianti. Perché un territorio collinare così maltrattato dovrebbe “tenere” con le piogge autunnali o primaverili? Difatti le alluvioni, qui e altrove, sono ormai permanenti.
FEDERALISMO ALL’ITALIANA
Cosa fa il governo Berlusconi, il “governo del fare”? Concorre potentemente a disfare il Belpaese riducendo nell’ultimo triennio del 60% (così il Wwf) i fondi destinati alla difesa del suolo e al restauro di un territorio massacrato. Eppure ci eravamo dati una buona legge – la 183 del 1989, nella deprecata Prima Repubblica – creando, sul modello dell’Autority del Tamigi, le Autorità di bacino. Solo che nel Regno Unito le competenze forti sono tutte andate alla Themes Autority, mentre qui si è fatto l’opposto togliendo alle Autorità (specie se interregionali, orrore) soldi e competenze. Un anticipo del federalismo all’italiana che smantella i poteri pubblici, li regionalizza, poi magari li municipalizza e infine lascia fare ai privati quello che vogliono. Case e capannoni, capannoni e case.
Nel decennio 1991-2001 in provincia di Vicenza la popolazione è aumentata del 32%, ma la superficie urbanizzata è esplosa: +342%. In tutta Italia nel periodo 1995-2006 – secondo un calcolo attento (e su dati Istat) dell’urbanista Paolo Berdini – sono stati mangiati dall’edilizia di tutti i tipi ben 750.000 ettari di suoli liberi, una regione grande come l’Umbria. Da una parte stiamo rendendo impermeabile ogni anno circa 70.000 ettari, dall’altra lo spopolamento agricolo (ripreso con forza visto che sui campi si guadagna sempre meno) abbandona a se stesse montagna e alta collina. Coi risultati che sono sotto gli occhi di tutti alla prima pioggia un po’ più forte.
A questo consumo di suolo sfrenato si comincia a dare uno stop dal basso. Un buon esempio viene proprio dal Milanese, dal sindaco, Domenico Finiguerra, di Cassinetta di Lugagnano (sul bellissimo Naviglio), premiato come il più “virtuoso” poiché ha varato un piano territoriale a “consumo zero” do suoli liberi. Una sacrosanta battaglia che nel Regno Unito, pensate un po’, ha prodotto una legge severa negli anni 30 e poi una ancor più rigorosa con Tony Blair. In Germania vige dagli anni 90 una legge Merkel che punta a ridurre il consumo di buona terra, anche se quello di partenza era un terzo del nostro. E da noi? Si rincorrono i guasti di frane e alluvioni spendendo infinitamente di più in rattoppi di quanto si spenderebbe in prevenzione. E si contano tristemente i òorti: dal Polesine ad oggi, o a ieri, 3.255 includendo il Vajont che qualcuno cercò allora di spacciare per “calamità naturale”.
Vittorio Emiliani
(da l’U del 6 novembre 2010)
SABATO 13 MARZO alle ORE 14
TUTTI IN PIAZZA CAIROLI A MILANO!
(06 marzo 2010)
fonte Repubblica
Rinviato al 2011 l'obbligo di installare impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per gli edifici di nuova costruzione. Rimandate anche le norme sul riciclo dei rifiuti e sull'inquinamento dell'aria
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Recensione: Giorgio Dritti racconta la strage di Marzabotto, attraverso le vicende di una famiglia di contadini che vive alle pendici di Monte Sole, pedinandone i giorni e gli stati d'animo, la quotidianeità in tempo di guerra