mercoledì 7 dicembre 2011

La manovra. Le modifiche che chiede il Pd



































L’Italia prima di tutto
Uscire dall’emergenza, preparare la ricostruzione.

Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.
La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.


Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.

La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.

Il Partito Democratico ha già imposto alcuni temi, come la tassazione dei capitali scudati, la tracciabilità nei pagamenti, l’abbassamento di un anno dei contributi previsti per le pensioni di anzianità (prima la manovra prevedeva 43 e 42) , la copertura fino alla pensione dei lavoratori in mobilità. Ma non basta.

Il Pd garantirà responsabilmente il proprio sostegno per evitare il fallimento, ma lavora per mettere, per quanto possibile, più equità nell’intervento deciso dal governo di emergenza presieduto da Mario Monti.

Quattro sono i temi sui quali intervenire, sia pure nel contesto di un iter parlamentare che si presenta come un sentiero molto stretto:

1. Pensioni. Innalzare l’ammontare della pensione che sarà rivalutata in base al costo della vita; rallentare l’applicazione della riforma sulle pensioni di anzianità e tenere in debito conto la situazione dei lavoratori che hanno cominciato l’attività da giovanissimi e dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro.

2. Casa. Innalzare la soglia di esenzione per l’Ici sulla prima casa, in modo da favorire i meno abbienti.

3. Evasione. Misure più concrete di lotta all’evasione fiscale.

4. Investimenti. Uno spazio nel patto di stabilità interno per permettere ai comuni di fare alcuni lavori, per esempio la messa in sicurezza e l’adeguamento ambientale ed energetico delle scuole.

Le risorse per fare questi interventi si possono trovare con interventi strutturali e una tantum: irrobustire il prelievo sui capitali scudati (ora è appena l’1,5 per cento); fare rapidamente un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani nelle banche elvetiche, seguendo l’esempio di Usa e Germania; vendere le frequenze tv invece di regalarle; reintrodurre almeno una o due delle misure contro l’evasione fiscale approvate dal governo Prodi e abolite subito da Berlusconi.

Alleanza a rischio?












Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro litigano quotidianamente sulla linea da adottare in parlamento dinanzi alla manovra economica licenziata dal premier Mario Monti. Il capogruppo Dario Franceschini assicura che il Pd garantirà tempi certi e la "massima velocità" per approvare le misure anti crisi. Ma questo non basta. Almeno non a Di Pietro che, in una intervista all'Unità, accusa apertamente il segretario del Pd di avere "un atteggiamento intimidatorio e ricattatorio" nei confronti dell'Idv.
Il Pd non è d'accordo con l'estremismo di Di Pietro. Se infatti la Bindi sottolinea che "la disponibilità annunciata da Berlusconi" sul percorso delle riforme è "un segnale positivo", Bersani ci tiene a ricordare al leader Idv che bisogna difendere i ceti popolari. "Di Pietro può tendere l’elastico e dire che protesta di più ma non parli di inciuci con la destra - avverte il segretario democratico - non si permetta".
Bersani proverà, comunque, a convincere il governo a intervenire sulle questioni che più stanno a cuore ai Democratici: il blocco delle indicizzazione delle pensioni, la penalizzazione per chi sceglie di ritirarsi prima e l'Ici. Su quest’ultimo tema il Pd potrebbe provare la sponda dol Pdl.
Insomma, Bersani è al lavoro per cercare di portare "correzioni mirate" alla manovra pur mantenendone intatto l’impianto. Se il Pd cerca di ricompattarsi almeno al suo interno, resta l'incognita Di Pietro. In molti lo considerano una "scheggia impazzita". "Di Pietro ha votato la fiducia a questo governo - spiega la stessa Bindi chiacchierando coi giornalisti in Transatlantico - non può tenersi le mani libere quando questo governo fa la prima scelta, per cui è stato voluto da tutti". Lo spazio di manovra resta, quindi, stretto. E l'Idv Massimo Donadi avverte: "Non rispondiamo a chi, con minacce e ricatti, cerca di condizionare la nostra azione".
Andrea Indini- IL GIORNALE

lunedì 5 dicembre 2011

A proposito della manovra

Abbiamo alle spalle 3 anni in cui si diceva che i conti erano a posto e che la crisi era psicologica perchè stavamo meglio di altri. Per questo condivido ogni parola che ha detto Monti sulla serietà e gravità del momento.

La manovra è dura, e non poteva essere altrimenti. Ma non è abbastanza equa.

Dobbiamo assolutamente migliorarla e alleggerirla su alcuni punti

- L'indicizzazione delle pensioni deve essere corretta perche' due volte la minima è troppo poco

- Accostarsi al tema della riforma delle pensioni con un approccio più graduato, in particolare per i lavoratori a più basso reddito

- Va incrementata l'esenzione dell'Ici sulla prima casa

Sappiamo anche da dove prendere le risorse, pensiamo che ci possano essere poi entrate che vengono dalle dismissioni immobiliari e dalla messa a gara delle frequenze. In particolare va corretta l'impostazione sull'evasione fiscale.

E' importante che sia passato l'intervento sugli scudati: l'abbiamo voluto e abbiamo insistito da tanto tempo, ma l'1,5% è solo un "buffetto".

Noi lavoreremo per migliorarla.

Il PD ha una sua proposta ma lavoreremo nelle possibilità che ci saranno date per migliorare questa operazione che è dura e non poteva che essere dura ma non è abbastanza equa. Vogliamo migliorarla ma sia chiaro che teniamo ferme le nostre responsabilità perchè sappiamo la gravità della situazione.

Pierluigi Bersani

venerdì 18 novembre 2011

Fiducia al governo Monti. L'intervento di Bersani

Straordinario intervento del segretario Bersani oggi alla Camera
per la fiducia al Governo Monti.

domenica 13 novembre 2011

NON CI MANCHERAI...

Bye Bye Silvio. Party?
Alla fine fortunatamente è stato costretto a dimettersi, la maggioranza alla Camera non c'era più e così Napolitano l'ha invitato a prenderne atto .
Per noi un sobrio brindisi ma da domani è già ora di rimettersi al lavoro per la Ricostruzione dell'Italia. Il Partito Democratico ancora una volta ha privilegiato l'interesse del Paese rispetto a quello del partito (tutti i sondaggi davano per certa la vittoria del centrosinistra con qualsiasi coalizione possibile) e così si è schierato a sostegno dell'incarico a Mario Monti che stasera è stato incaricato dal Presidente della Repubblica.
Questa sera il futuro Presidente del Consiglio ha dichiarato che le stelle polari della sua azione saranno il risanamento finanziario, la crescita economica, l'equità sociale e il riscatto dell'Italia che da punto di debolezza dovrà tornare ad essere un punto di forza in Europa.
L'impresa è davvero notevole ma per la Ricostruzione c'è bisogno del contributo di tutti!

lunedì 7 novembre 2011

NON SONO TUTTI UGUALI (facciamo girare...)

GOOD NEWS: I membri dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia,
in quota Pd, hanno rinunciato all'auto blu e al rimborso spese che compete a chi rinuncia all'auto blu.

Non sono tutti uguali...

Manifestazione Nazionale PD: il comizio di Bersani

Il bellissimo discorso del segretario Pierluigi Bersani alla manifestazione nazionale
del Partito Democratico a Roma per la Ricostruzione

video:
http://www.youdem.tv/doc/225870/bersanifiducia-e-verit-la-nostra-ricetta-per-litalia.htm

testo:
http://beta.partitodemocratico.it/doc/225852/in-nome-del-popolo-italiano.htm

Il nostro circolo c'era con 6 suoi eroici rappresentanti!