sabato 24 dicembre 2011
mercoledì 14 dicembre 2011
"Manovra frutto del nostro lavoro"
“Le modifiche vanno nella direzione auspicata, ci sono ancora un paio di questioni aperte ma nell'insieme si è fatto un lavoro efficace e credo che porti visibili i segni del nostro lavoro”. Questo è stato il commento alla manovra economica del governo Monti fatto dal segretario Pier Luigi Bersani.
“Il mondo non finisce qui – ha continuato Bersani - e anche nei prossimi mesi faremo valere le nostre idee. Non si può pretendere che il governo faccia il 100% di quello che faremmo noi ma intendiamo far pesare ancora le nostre idee”.
Meno positivo il giudizio sulle intenzioni del governo circa le liberalizzazioni. “Siamo stupiti, se non stupefatti, dalla debolezza del governo sul tema delle liberalizzazioni. Su questo la questione è ancora aperta” ha ribadito il leader democratico spiegando che in Aula arriverà un emendamento del PD.
Molto dura è la posizione di Bersani sulla bagarre messa in scena oggi al Senato dalla Lega contro la manovra del governo Monti. “Conosciamo la disinvoltura non inaspettata della Lega, dicano quello che vogliono ma noi diremo agli italiani che hanno governato otto anni su 10, non arrivano da Marte, e quindi si devono caricare la loro responsabilità. Non saremmo qui se non avessero governato loro”.
Frequenze TV. “Dal governo ci aspettiamo una nuova valutazione sulla gara delle frequenze tv. Bisogna prendere una decisione coerente con la situazione economica, non è tempo per concorsi di bellezza...sospendere e reimpostare la gara delle frequenze televisive o in questa manovra o anche fuori da essa”.
Ici e Chiesa cattolica. “Abbiamo detto al governo: c'è una norma che noi condividiamo che prevede il pagamento dell'Ici per gli esercizi commerciali della Chiesa. L'applicazione è ambigua e quindi o si aggiusta la norma o si faccia una norma applicata più chiara perché noi siamo perché ciò che è commerciale paghi (...) La norma va chiarita – ha concluso Bersani - e più direttamente vanno impegnati i comuni a discernere situazioni a volte complesse”.
Abolizione delle Province. “Per avere risparmi e riorganizzare il sistema è più ragionevole che le Province diventino organismi di secondo livello. Sui modi e sui tempi ci siamo rimessi alle decisioni del governo”.
mercoledì 7 dicembre 2011
La manovra. Le modifiche che chiede il Pd
L’Italia prima di tutto
Uscire dall’emergenza, preparare la ricostruzione.
Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.
La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.
Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.
La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.
Il Partito Democratico ha già imposto alcuni temi, come la tassazione dei capitali scudati, la tracciabilità nei pagamenti, l’abbassamento di un anno dei contributi previsti per le pensioni di anzianità (prima la manovra prevedeva 43 e 42) , la copertura fino alla pensione dei lavoratori in mobilità. Ma non basta.
Il Pd garantirà responsabilmente il proprio sostegno per evitare il fallimento, ma lavora per mettere, per quanto possibile, più equità nell’intervento deciso dal governo di emergenza presieduto da Mario Monti.
Quattro sono i temi sui quali intervenire, sia pure nel contesto di un iter parlamentare che si presenta come un sentiero molto stretto:
1. Pensioni. Innalzare l’ammontare della pensione che sarà rivalutata in base al costo della vita; rallentare l’applicazione della riforma sulle pensioni di anzianità e tenere in debito conto la situazione dei lavoratori che hanno cominciato l’attività da giovanissimi e dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro.
2. Casa. Innalzare la soglia di esenzione per l’Ici sulla prima casa, in modo da favorire i meno abbienti.
3. Evasione. Misure più concrete di lotta all’evasione fiscale.
4. Investimenti. Uno spazio nel patto di stabilità interno per permettere ai comuni di fare alcuni lavori, per esempio la messa in sicurezza e l’adeguamento ambientale ed energetico delle scuole.
Le risorse per fare questi interventi si possono trovare con interventi strutturali e una tantum: irrobustire il prelievo sui capitali scudati (ora è appena l’1,5 per cento); fare rapidamente un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani nelle banche elvetiche, seguendo l’esempio di Usa e Germania; vendere le frequenze tv invece di regalarle; reintrodurre almeno una o due delle misure contro l’evasione fiscale approvate dal governo Prodi e abolite subito da Berlusconi.
Berlusconi ci ha portato a un centimetro dal fallimento, con il rischio di restare senza stipendi, senza pensioni e con le imprese e le famiglie al collasso.
La manovra d’emergenza per evitare questo esito è inevitabilmente dura. Ma poteva essere più equa.
Il Partito Democratico ha già imposto alcuni temi, come la tassazione dei capitali scudati, la tracciabilità nei pagamenti, l’abbassamento di un anno dei contributi previsti per le pensioni di anzianità (prima la manovra prevedeva 43 e 42) , la copertura fino alla pensione dei lavoratori in mobilità. Ma non basta.
Il Pd garantirà responsabilmente il proprio sostegno per evitare il fallimento, ma lavora per mettere, per quanto possibile, più equità nell’intervento deciso dal governo di emergenza presieduto da Mario Monti.
Quattro sono i temi sui quali intervenire, sia pure nel contesto di un iter parlamentare che si presenta come un sentiero molto stretto:
1. Pensioni. Innalzare l’ammontare della pensione che sarà rivalutata in base al costo della vita; rallentare l’applicazione della riforma sulle pensioni di anzianità e tenere in debito conto la situazione dei lavoratori che hanno cominciato l’attività da giovanissimi e dei lavoratori anziani che hanno perso il lavoro.
2. Casa. Innalzare la soglia di esenzione per l’Ici sulla prima casa, in modo da favorire i meno abbienti.
3. Evasione. Misure più concrete di lotta all’evasione fiscale.
4. Investimenti. Uno spazio nel patto di stabilità interno per permettere ai comuni di fare alcuni lavori, per esempio la messa in sicurezza e l’adeguamento ambientale ed energetico delle scuole.
Le risorse per fare questi interventi si possono trovare con interventi strutturali e una tantum: irrobustire il prelievo sui capitali scudati (ora è appena l’1,5 per cento); fare rapidamente un accordo con la Svizzera per la tassazione dei capitali italiani nelle banche elvetiche, seguendo l’esempio di Usa e Germania; vendere le frequenze tv invece di regalarle; reintrodurre almeno una o due delle misure contro l’evasione fiscale approvate dal governo Prodi e abolite subito da Berlusconi.
Alleanza a rischio?
Pierluigi Bersani e Antonio Di Pietro litigano quotidianamente sulla linea da adottare in parlamento dinanzi alla manovra economica licenziata dal premier Mario Monti. Il capogruppo Dario Franceschini assicura che il Pd garantirà tempi certi e la "massima velocità" per approvare le misure anti crisi. Ma questo non basta. Almeno non a Di Pietro che, in una intervista all'Unità, accusa apertamente il segretario del Pd di avere "un atteggiamento intimidatorio e ricattatorio" nei confronti dell'Idv.
Il Pd non è d'accordo con l'estremismo di Di Pietro. Se infatti la Bindi sottolinea che "la disponibilità annunciata da Berlusconi" sul percorso delle riforme è "un segnale positivo", Bersani ci tiene a ricordare al leader Idv che bisogna difendere i ceti popolari. "Di Pietro può tendere l’elastico e dire che protesta di più ma non parli di inciuci con la destra - avverte il segretario democratico - non si permetta".
Bersani proverà, comunque, a convincere il governo a intervenire sulle questioni che più stanno a cuore ai Democratici: il blocco delle indicizzazione delle pensioni, la penalizzazione per chi sceglie di ritirarsi prima e l'Ici. Su quest’ultimo tema il Pd potrebbe provare la sponda dol Pdl.
Insomma, Bersani è al lavoro per cercare di portare "correzioni mirate" alla manovra pur mantenendone intatto l’impianto. Se il Pd cerca di ricompattarsi almeno al suo interno, resta l'incognita Di Pietro. In molti lo considerano una "scheggia impazzita". "Di Pietro ha votato la fiducia a questo governo - spiega la stessa Bindi chiacchierando coi giornalisti in Transatlantico - non può tenersi le mani libere quando questo governo fa la prima scelta, per cui è stato voluto da tutti". Lo spazio di manovra resta, quindi, stretto. E l'Idv Massimo Donadi avverte: "Non rispondiamo a chi, con minacce e ricatti, cerca di condizionare la nostra azione".
Andrea Indini- IL GIORNALE
lunedì 5 dicembre 2011
A proposito della manovra
Abbiamo alle spalle 3 anni in cui si diceva che i conti erano a posto e che la crisi era psicologica perchè stavamo meglio di altri. Per questo condivido ogni parola che ha detto Monti sulla serietà e gravità del momento.
La manovra è dura, e non poteva essere altrimenti. Ma non è abbastanza equa.
Dobbiamo assolutamente migliorarla e alleggerirla su alcuni punti
- L'indicizzazione delle pensioni deve essere corretta perche' due volte la minima è troppo poco
- Accostarsi al tema della riforma delle pensioni con un approccio più graduato, in particolare per i lavoratori a più basso reddito
- Va incrementata l'esenzione dell'Ici sulla prima casa
Sappiamo anche da dove prendere le risorse, pensiamo che ci possano essere poi entrate che vengono dalle dismissioni immobiliari e dalla messa a gara delle frequenze. In particolare va corretta l'impostazione sull'evasione fiscale.
E' importante che sia passato l'intervento sugli scudati: l'abbiamo voluto e abbiamo insistito da tanto tempo, ma l'1,5% è solo un "buffetto".
Noi lavoreremo per migliorarla.
Il PD ha una sua proposta ma lavoreremo nelle possibilità che ci saranno date per migliorare questa operazione che è dura e non poteva che essere dura ma non è abbastanza equa. Vogliamo migliorarla ma sia chiaro che teniamo ferme le nostre responsabilità perchè sappiamo la gravità della situazione.
Pierluigi Bersani
La manovra è dura, e non poteva essere altrimenti. Ma non è abbastanza equa.
Dobbiamo assolutamente migliorarla e alleggerirla su alcuni punti
- L'indicizzazione delle pensioni deve essere corretta perche' due volte la minima è troppo poco
- Accostarsi al tema della riforma delle pensioni con un approccio più graduato, in particolare per i lavoratori a più basso reddito
- Va incrementata l'esenzione dell'Ici sulla prima casa
Sappiamo anche da dove prendere le risorse, pensiamo che ci possano essere poi entrate che vengono dalle dismissioni immobiliari e dalla messa a gara delle frequenze. In particolare va corretta l'impostazione sull'evasione fiscale.
E' importante che sia passato l'intervento sugli scudati: l'abbiamo voluto e abbiamo insistito da tanto tempo, ma l'1,5% è solo un "buffetto".
Noi lavoreremo per migliorarla.
Il PD ha una sua proposta ma lavoreremo nelle possibilità che ci saranno date per migliorare questa operazione che è dura e non poteva che essere dura ma non è abbastanza equa. Vogliamo migliorarla ma sia chiaro che teniamo ferme le nostre responsabilità perchè sappiamo la gravità della situazione.
Pierluigi Bersani
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